La pianta del mese: luglio

Le piante alpine dei substrati silicei.

Questo mese, complice una meravigliosa gita nei pressi del lago del Naret in Vallemaggia (CH), vedremo alcune delle specie caratteristiche dell’ambiente alpino con substrato acido.
Le piante sono state fotografate tra i 2320 e i 2500 metri di quota, quindi nel piano alpino. Il substrato è costituito quasi interamente da rocce cristalline acide, soprattutto è facile incontrare gneiss granitico. In questo piano non si incontrano alberi, al massimo arbusti, e i pascoli e praterie alpine sono dominanti. (in fondo alla pagina trovate la galleria fotografica). Continua a leggere

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La pianta del mese: giugno

Rhododendron ferruginuem (rododendro rosso)

Regno: Plantae
Divisione: Magnoliophyta
Classe: Magnoliopsida
Ordine: Ericales
Famiglia: Ericaceae
Genere: Rhododendron
Specie: R. ferrugineum Continua a leggere

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La pianta del mese: maggio

Ranunculus bulbosus (ranuncolo bulboso)

Regno: Plantae
Divisione: Magnoliophyta
Classe: Magnoliopsida
Ordine: Ranunculales
Famiglia: Ranuncolaceae
Genere: Ranunculus
Specie: R. bulbosus Continua a leggere

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Indemini

Ieri era in programma tutt’altro, ma visto il tempo troppo incerto, per la nostra escursione abbiamo optato per i dintorni di Indemini. Abbiamo fatto dunque visita al paese e poi siamo saliti al rifugio Sant’Anna e all’Alpe Cedullo.
Indemini è un antico villaggio, che sorge in territorio svizzero, in fondo alla Val Veddasca, a 930 m di altitudine. Quasi isolato, nei silenzi della selvaggia valle, conserva ancora una struttura e architettura originale, tipicamente ticinese e alpestre. E’ particolarmente ben conservato, costruito interamente con i materiali reperibili sul luogo: lo gneiss (piode) e il legno.
Le case del villaggio sono disposte su sette linee di dislivello, tra una rete labirintica di vie piccole e tortuose. Al confluire di più stradine si trovano spesso i cosidetti “portigh”, strutture che permettevano alle abitazioni di espandersi con un locale o due sovrapposti alla via pubblica o che servivano come passaggi tra una casa e l’altra. Le facciate sono esposte al sole e sono caratterizzate da lunghi ballatoi in legno. Sono di solito disposte su tre o quattro piani e i tetti sono fatti di piccole piode uniformi, ricavate dallo gneiss grigio.
Oggi il paese è quasi spopolato: i residenti sono circa una quarantina e ormai da anni non ci sono più bambini. Le scuole e l’ufficio postale hanno chiuso. Nei fine settimana e durante l’estate però si anima per l’arrivo dei turisti, attratti dalle bellezze naturali e dal fascino storico, e per il ritorno dei proprietari delle case.
La vita nel paese non doveva essere facile: l’agricoltura e l’allevamento non rendevano molto e gli indeminesi dovevano cercare lavoro in Italia o nella Svizzera tedesca. Gli spostamenti erano duri, la prima strada asfaltata fu costruita soltanto dopo la Seconda Guerra mondiale. Fino a quel momento, soprattutto le donne, portavano due volte la settimana la merce (formaggi…) a Gerra e San Nazzaro, superando il passo “Sant’Anna”. Lo stesso giorno ritornavano con la posta e la spesa. Il viaggio durava sette ore. Tra le due Guerre fiorì anche l’attività del contrabbando. Nel museo che si trova in paese è possibile vedere una mostra fotogrfica permanente che racconta di questo difficile periodo.
Oltre al villaggio è interessante visitare anche il territorio in cui è inserito. Da lì partono infatti molti sentieri (molti legati ai principali nuclei rurali) che consentono numerose escursioni, in bellissimi boschi di faggi e castagni. Le maggiori cime che sovrastano Indemini (Tamaro, Gradiccioli, Paglione…) regalano fantastici scorci sulla valle e sul lago Maggiore.

Dall’Italia è raggiungibile da Maccagno, su una strada abbastanza tortuosa. In territorio svizzero invece si raggiunge da Vira attraverso il passo di Neggia.
Qui potete vedere la galleria fotografica. Qui le escursioni che vi proponiamo nella zona.

Per ulteriori informazioni: http://www.indemini.ch/index.php , http://www.myswitzerland.com/it/destinazioni/localita-di-villeggiatura-della-svizzera/indemini-il-romantico-villaggio-interamente-in-pietra.html

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La pianta del mese: Aprile

Ornithogalum umbellatum (Latte di gallina)

Regno: Plantae
Divisione: Magnoliophyta
Classe: Liliopsida
Ordine: Liliales
Famiglia: Liliaceae
Genere: Ornithogalum
Specie: O. umbellatum

Descrizione: Pianta erbacea bulbosa perenne, le foglie sono strette e lineari, tutte basali, con una banda bianca centrale. I fiori sono su peduncoli, bianchi internamente mentre fuori hanno colore verdastro, con sei petali. Il frutto è una capsula ovale. Fiorisce da marzo a giugno. Tutte le sue parti sono tossiche. Continua a leggere

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Besano (350m) – Monte Pravello (1015m) – Monte Orsa (998m)

Ieri era una splendida e calda giornta di sole e ne abbiamo approfittato per una bella escursione nella Valceresio, nell’alto varesotto. Le nostre mete erano il Monte Pravello e il Monte Orsa, sul confine tra Italia e Svizzera. Parcheggiato nel paese di Besano abbiamo cercato l’imbocco del sentiero, poco visibile e non segnalato. Il primo tratto si snoda in un giovane bosco ceduo, molto leggero e ricco dei resti di case e attività passate. Poi il percorso sale in un bel bosco di noccioli praticamente puro, molto suggestivo, con scorci sulla Valceresio. Continua a leggere

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Armi, acciaio e malattie

“Armi, acciaio e malattie”, Jared Diamond, Einaudi

Questo libro (vincitore del Premio Pulitzer 1998) è il tentativo di rispondere alle domande: “Perchè alcuni popoli sono più ricchi di altri? Perché gli europei hanno conquistato buona parte del mondo?”. Diamond affronta con maestria e chiarezza l’argomento e illustra con tantissimi esempi le cause che hanno portato allo stato attuale delle popolazioni e società. La prosa è scorrevole e tiene viva l’attenzione, anche grazie al fatto che l’autore spazia tra moltissimi campi, dimostrando una grande erudizione e padronanza dei temi.

Aspetti delicati e a volte confusi della storia delle popolazioni si sciolgono sotto la sua penna, prendono un aspetto nuovo e fresco, si legano indissolubilmente geografia, ambiente e genetica, che a volte tendiamo a considerare come comparti a loro stanti.

E’ stato davvero un piacere leggerlo e scoprire tanto sulla nostra storia, un libro davvero ottimo!

La tecnologia di un popolo dipende non solo dalle invenzioni autonome che è in grado di fare, ma anche dalla diffusione delle idee e delle tecniche tra le società; ecco perché il progresso fu più rapido in quelle zone in cui esistevano meno ostacoli ambientali ai contatti tra popoli.”

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