Frasco – laghetto d’Efra (Valverzasca, CH)

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Partenza: chiesa di Frasco
Altitudine minima: 885 m
Altitudine massima: 1836 m
Durata: circa 3 ore, 6 ore andata e ritorno
Difficoltà: Il sentiero non presenta particolari difficoltà se percorso nel periodo estivo
Aspetti rilevanti: paesaggistici, geologici, antropologici

Sabato 21 giugno sono finalmente riuscita a salire al laghetto d’Efra, in Valverzasca (CH), cosa che avevo in programma fin dall’anno scorso!

Grazie anche alla stupenda giornata, questa uscita così desiderata si è rivelata molto piacevole.

Come al solito i sentieri in territorio svizzero sono sempre ben segnalati, e il nostro prende il via dalla chiesa del paese di Frasco (885m). Tutto il percorso non presenta particolari difficoltà: è largo e ben segnalato. Bisogna avere comunque un minimo di preparazione e ovviamente buone scarpe da montagna.

Il primo breve tratto è su strada asfaltata, ma presto ci s’infila in un bel bosco di latifoglie, in prevalenza faggi, costeggiando il riale d’Efra.

Rustico, incontrato sul sentiero

Rustico, incontrato sul sentiero

Lungo la strada s’incontrano diverse case in pietra, tipiche della valverzasca, alcune abbandonate, altre ancora utilizzate, oltre a un paio di vecchie fornaci per la produzione della calce ben conservate.

Lungo il riale s’incontrano dei nevai che, complice la leggera brezza, portavano una piacevole frescura a noi camminatori. Impossibile resistere alla tentazione di toccarli! Il sentiero prosegue salendo dolcemente per circa un’ora, mostrandoci bellissimi scorci di pendii solcati da cascate e pozze di acqua verde.

Cascata sul sentiero

Cascata sul sentiero

Poi la salita diventa più decisa e per circa un’altra ora (ma dipende molto da cosa ne pensano le vostre gambe) si sale il pendio con tornanti ripidi, con numerosissimi gradini in pietra, sempre sotto al bosco. Questo è l’unico tratto che ho trovato un po’ noiosetto, ma penso che la colpa sia stata un po’ della fatica e un po’ del pensiero rivolto alla meta, anche se non si dovrebbe fare!

Finalmente si esce dal bosco e l’ultimo tratto lascia tirare anche un po’ il fiato. Si arriva all’alpe d’Efra, dove si possono riempire le borracce e fare una breve pausa godendosi il panorama, poi si riparte verso il laghetto, di cui s’intuisce già la conca se si guarda verso cima Gagnone.

In alcuni tratti, ormai praticamente alla meta, c’è ancora un bello strato di neve. E’ molto suggestiva quest’ultima parte, un po’ perchè si cerca di immaginare la bellezza di quello che ci aspetta appena un po’ più sopra, un po’ perchè personalmente mi piacciono i larici e il relativo sottobosco: in autunno qui dev’essere poesia.

Laghetto d'Efra

Laghetto d’Efra

Con un ultimo sforzo finalmente arriviamo al lago: si tira un bel respiro di soddisfazione e si cerca di riempirsi bene gli occhi. Sulla superficie del laghetto c’è ancora del ghiaccio e le sue acque sono scure e riflettono il paesaggio circostante. Ci sono sole, silenzio e brezza fresca. Ok, una bella lunga pausa e poi si torna a casa, pensando già a dove andare la prossima volta.

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