Ieri era in programma tutt’altro, ma visto il tempo troppo incerto, per la nostra escursione abbiamo optato per i dintorni di Indemini. Abbiamo fatto dunque visita al paese e poi siamo saliti al rifugio Sant’Anna e all’Alpe Cedullo.
Indemini è un antico villaggio, che sorge in territorio svizzero, in fondo alla Val Veddasca, a 930 m di altitudine. Quasi isolato, nei silenzi della selvaggia valle, conserva ancora una struttura e architettura originale, tipicamente ticinese e alpestre. E’ particolarmente ben conservato, costruito interamente con i materiali reperibili sul luogo: lo gneiss (piode) e il legno.
Le case del villaggio sono disposte su sette linee di dislivello, tra una rete labirintica di vie piccole e tortuose. Al confluire di più stradine si trovano spesso i cosidetti “portigh”, strutture che permettevano alle abitazioni di espandersi con un locale o due sovrapposti alla via pubblica o che servivano come passaggi tra una casa e l’altra. Le facciate sono esposte al sole e sono caratterizzate da lunghi ballatoi in legno. Sono di solito disposte su tre o quattro piani e i tetti sono fatti di piccole piode uniformi, ricavate dallo gneiss grigio.
Oggi il paese è quasi spopolato: i residenti sono circa una quarantina e ormai da anni non ci sono più bambini. Le scuole e l’ufficio postale hanno chiuso. Nei fine settimana e durante l’estate però si anima per l’arrivo dei turisti, attratti dalle bellezze naturali e dal fascino storico, e per il ritorno dei proprietari delle case.
La vita nel paese non doveva essere facile: l’agricoltura e l’allevamento non rendevano molto e gli indeminesi dovevano cercare lavoro in Italia o nella Svizzera tedesca. Gli spostamenti erano duri, la prima strada asfaltata fu costruita soltanto dopo la Seconda Guerra mondiale. Fino a quel momento, soprattutto le donne, portavano due volte la settimana la merce (formaggi…) a Gerra e San Nazzaro, superando il passo “Sant’Anna”. Lo stesso giorno ritornavano con la posta e la spesa. Il viaggio durava sette ore. Tra le due Guerre fiorì anche l’attività del contrabbando. Nel museo che si trova in paese è possibile vedere una mostra fotogrfica permanente che racconta di questo difficile periodo.
Oltre al villaggio è interessante visitare anche il territorio in cui è inserito. Da lì partono infatti molti sentieri (molti legati ai principali nuclei rurali) che consentono numerose escursioni, in bellissimi boschi di faggi e castagni. Le maggiori cime che sovrastano Indemini (Tamaro, Gradiccioli, Paglione…) regalano fantastici scorci sulla valle e sul lago Maggiore.
Dall’Italia è raggiungibile da Maccagno, su una strada abbastanza tortuosa. In territorio svizzero invece si raggiunge da Vira attraverso il passo di Neggia.
Qui potete vedere la galleria fotografica. Qui le escursioni che vi proponiamo nella zona.
Per ulteriori informazioni: http://www.indemini.ch/index.php , http://www.myswitzerland.com/it/destinazioni/localita-di-villeggiatura-della-svizzera/indemini-il-romantico-villaggio-interamente-in-pietra.html